Imperterrito, continuo la narrazione degli eventi microcosmici di una delle tante serate che caratterizzano la nostra palestra.
Quelli del lunedì, noi stessi personaggi involontari di quella che è, in questo momento, la serata fissa.
E quando qualcosa rimane immutabile diventa caratterizzante. Il fantasyclimbing non è il lunedì e lo sa benissimo chi, dopo ormai innumerevoli corsi in quella che più che una palestra è un laboratorio sperimentale, ha fatto tutto il percorso che ti può portare a diventare un VIP.
Ma chi sono questi fantomatici VIP? Autoproclamati, autotassati, autoironici, autolesionisti e non Personaggi Incredibilmente Vanitosi come qualcuno vocifera (altra leggenda del lunedì), nonostante la sigla nascosta sul tesserino sia proprio PIV!
Se il fantasyclimbing è dove ti ritrovi normalmente, dove ti piace stuzzicare i tuoi sensi attraverso l'arrampicata a tutto tondo, dove non punti esclusivamente al grado, alla verticalità, al passaggio impossibile (i quali comunque fanno anch'essi parte del fantasy ma più come effetti collaterali... e qualche estremista direbbe "co' i laterali!"), allora anche tu, con una semplice traslazione, diventi un VIP a pieno titolo, il che significa solo che ti presterà-i ai nuovi esperimenti!
Presterarsi, verbo irregolarissimo ben lontano dal prostrarsi, come ben sa Bob, quando a volte riceve il corale "nàààààààààà" al solo tentativo di intimarci alla fatica estrema. E' lunedì! e la settimana diventerebbe troppo lunga...
In ogni caso il VIP ricorda con piacere le varie tappe che hanno plasmato la sua essenza fantasyarrampicatoria, ripercorrendo all'indietro i caotici (ed estenuanti...) momenti del Gioco, in cui i "peggio elementi" hanno affinato strategie al limite del lecito, fino al punto che dai sacchetti escono palline senza neanche averne messe... In ogni caso al nuovo arrivato che si ap-presterà al gioco, il VIP, scafato come "quei bravi ragazzi", non può che dargli questo consiglio (visto che il "non dar le spalle a nessuno", arrampicando è poco praticabile...):
se ti metti una pallina nel sacchetto della magnesite non dar per scontato che arrivi alla meta... al fantasy a volte si aprono tunnel spazio-temporali che risucchiano la vittoria della tua squadra senza che tu te ne possa neanche accorgere. E questo sotto l'occhio vigile delle guardie d'ordinanza che nonostante tutto sono davvero intolleranti.
Ripercorrendo il passato al contrario, riemergono le percezioni delle atmosfere soffuse, elettrogene e sfumate del Viaggio nello Spazio, nel quale l'arrampicatore standard entra a contatto diretto con le potenzialità del fantasyclimbing; e qui, più che con il corpo inizi ad arrampicare con la mente.
E gli inizi... quando, davvero, inizi a mettere Il Corpo in Movimento e ti accorgi che non ti accorgi: di dove il tuo corpo si trova e in quale posizione. La Cinestesi.
Spero di aver stimolato qualcuno a raccontare (non nei dettagli altrimenti Roberto vi scomunica!!) le altre serate oltre al lunedì, così che davvero la fantasypalestra venga dipinta dai suoi protagonisti.
E la Cine-estetica!!!??? Altra bizzarra creatura del laboratorio "psicoturbati del lunedì"... Fa parte delle controdirezioni spazio-temporali, multidimensionali, allegorico-cinematografiche che ti permettono di finire non dalla parete alla pellicola, ma bensì dalla pellicola alla parete. Tu stesso pellicola, campioni lo spazio e lo descrivi con un tempo prestabilito.
Riuscite ad immaginarlo?? No. Meglio così. Altrimenti il demiurgo mi deforma in qualcos'altro...
In ogni caso, con tale nuova tecnica si può sondare direttamente un aspetto recondito di sè stessi: hai un'anima interlacciata o progressiva?? E la seconda assicuro che non ha nessuna tendenza politica; anche se per un attimo qualcuno, scoprendosi progressivo, ha rischiato di mettere a dura prova le proprie certezze.
E non solo: magari t'interlacci meglio a 25 che a 50. Ma diamo i numeri?? No, abbiamo solo assistito ad una lezione teorica di ripresa cinematografica, applicata direttamente sulla parete. E c'è chi, come il mitico Landre, estremizza la ripresa-arrampicata interlacciata incastonando i piedi direttamente nel pannello... troveremo nuove voragini?? In ogni caso
quella del secondo piano, secondo me, ha visto dondolare il lampadario... Più morbido come una grappa che non graffia, OttoVar si esibisce in un interlacciato autobloccante, lambendo ad ogni mossa il fermo immagine, ultimo aspetto dell'arrampicata cine-estetica. E qualcuno riesce pure a diventare fermo immagine mentre precipita a piombo sul materasso...
Fino a che punto ci prester-emo?? (Sì, emo, come il sangue che fluisce dalla prima e seconda falange...)
(continua...)

written by gabriella, dicembre 01, 2009




